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Andrea Cirelli
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Attività

Tre ambiti che si alimentano a vicenda: la ricerca insieme alla sperimentazione nei gruppi produce il metodo, la clinica e il coaching lo mettono alla prova nel superamento del disagio o abbattendo gli ostacoli al raggiungimento degli obiettivi, la formazione lo trasmette.

Ricerca e divulgazione

Trentacinque anni di sperimentazione fra ipnosi e problem solving, e la ricerca che ne è nata.

La Tripnosi è il metodo che fonde 35 anni di sperimentazione e applicazione di tecniche di ipnosi e problem solving: da quelle ericksoniane all'ipnosi senza trance di Giorgio Nardone e al relativo approccio «costruttivista-strategico», fino all'ipnosi dinamica di Stefano Benemeglio e al relativo approccio «analogico».

Tutto questo con il fine sia di progredire nella risoluzione dei problemi emotivi e relazionali in tempi brevi, sia per un potenziamento individuale massimo nella crescita personale e anche per lo sviluppo di diversi livelli di coscienza e autocoscienza.

Ho fondato nel 1999 l'associazione di promozione sociale e scuola di formazione MEPAI — Metodologie Psico Analogiche Integrate, che per 27 anni ha sperimentato le integrazioni più efficaci, tra gli approcci sopra descritti, con decine di collaboratori e migliaia di allievi.

Parallelamente è stata promossa un'attività di divulgazione delle tecniche stesse, con centinaia di conferenze e incontri liberi in Italia e all'estero.

Ho ideato nel 2001 il modello RDE — Ricomincia dalle emozioni, un metodo di crescita personale che permette la rieducazione del sistema di nutrimento emozionale utilizzando la combinazione tra il modello analogico e quello strategico. In questo senso l'espressione «spuntini emozionali», spiegata nel mio libro «Il tuo corpo ti dice come diventare felice», è diventata di uso comune tra colleghi e appassionati di crescita personale quando si parla di rompere gli schemi e di sintonizzarsi con il proprio Io Bambino o alleato interiore.

Nel corso degli anni si sono avvicendate ulteriori integrazioni legate all'accesso a risorse interiori poco esplorate, sperimentando l'immaginazione attiva di Jung, il metodo Silva, le costellazioni familiari di Hellinger, la visualizzazione creativa di Roberto Assagioli, i maestri invisibili di Igor Sibaldi e altre tecniche affini.

Il filtro che ho utilizzato e che utilizzo insieme ai miei collaboratori è sempre quello del negoziato con l'inconscio scoperto da Stefano Benemeglio. È stata una scelta vincente che mi ha permesso di discriminare cosa integrare e cosa no, nell'ottica del risultato in tempi brevi.

È in pratica l'intelligenza emotiva della persona, opportunamente testata, che conferma o disconferma l'integrazione in quel momento della terapia o del coaching di un'altra tecnica.

Da queste sperimentazioni si è aperto il piano delle interconnessioni invisibili fra le persone e il mondo, tanto caro a Jung, che ha portato me e i collaboratori ad allargare il raggio d'azione della ricerca fondando nel 2026 eLife — Entanglement Life.

«Entanglement» lo intendiamo nel senso letterale del termine, cioè «intreccio», per rappresentare le interconnessioni esistenti dentro la persona stessa, fra diversi livelli di coscienza, tra la persona e gli altri e tra la persona e un inconscio sovraordinato, che nel tempo è stato definito da C. G. Jung «inconscio collettivo» o con S. Grof «inconscio transpersonale».

È più facile, per assurdo, mostrare o far provare direttamente i risultati che si ottengono a questo terzo livello di studio e applicazione della Tripnosi che fornire cornici teoriche certe; il tutto è comunque sia in fase di sperimentazione, sia di applicazione e di insegnamento.

Area aziendale

Il lavoro con imprenditori che guidano squadre e vogliono prendere decisioni che reggano nel tempo.

Dopo aver erogato formazione insieme al mio staff dal 1990 con decine di aziende, pubbliche e private, negli ultimi anni mi sono concentrato nel lavoro sul benessere e sulla leadership di singoli imprenditori e professionisti, lasciando la formazione in aula dei grandi gruppi ai miei collaboratori, con la mia supervisione.

Lavoro molto spesso con imprenditori che guidano squadre e vogliono prendere decisioni che reggano nel tempo, senza però pagarle con la qualità della loro vita.

La Tripnosi prevede l'utilizzo del problem solving strategico, integrato con quello analogico, che agisce sul presente, ed è da noi considerato spesso una sorta di pronto soccorso emotivo e relazionale.

L'approccio analogico agisce sulle cause, ma in tempi estremamente brevi: si fa una radiografia emotiva della persona seguita, già al primo incontro, da un'azione di chirurgia emotiva, cioè di sblocco mirato del disagio.

In questo senso posso dire che il mio campo d'azione è l'inconscio, la centralina occulta delle emozioni, il livello dove le scelte si formano prima ancora che la testa le razionalizzi.

Le dinamiche emotive irrisolte della personalità amplificano normali situazioni di stress comuni a tutti, che generalmente sono gestite in modo autonomo e in tempi brevi dalla persona stessa, senza bisogno di coaching o psicoterapia.

Le tensioni interne, derivanti da un passato, da un «copione esistenziale disfunzionale» irrisolto, hanno a che fare con un'energia bloccata che spesso si trasforma, in particolare nel lavoratore autonomo soggetto a costanti rischi e responsabilità, non solo nelle classiche ansie e punte depressive, ma anche molto frequentemente in disturbi psicosomatici: gastrointestinali, emicrania, problemi di sonno, affaticamento cronico, acufene, ecc.

Liberando queste compressioni energetico-emozionali l'imprenditore non solo ritrova fiducia in se stesso, ma riattiva anche l'area sentimentale-affettiva, quella passionale, quella del rapporto con i figli, ottenendo serenità, sicurezza e motivazione per il raggiungimento dei propri obiettivi nell'attività lavorativa.

Area clinica

Psicoterapia breve a tre livelli, oggi sempre più orientata a rendere autonoma la persona.

Dopo aver svolto attività di coaching e formazione dal 1990 per conto dell'Istituto di Psicologia Analogica di Milano, dal 1999 integro come psicologo e psicoterapeuta l'approccio costruttivista-strategico con quello analogico, nella logica di una psicoterapia breve sempre più efficace ed efficiente.

La sperimentazione su migliaia di pazienti è sempre stata una vera e propria ricerca sul campo, condivisa con diversi colleghi, medici e psicologi, per la validazione e l'affinamento delle tecniche, mettendo sempre al primo posto il massimo rispetto e le priorità dei diversi pazienti che ci trovavamo davanti.

Il metodo della Tripnosi, che deriva da questi anni di integrazioni, permette un'azione a tre livelli sul disagio del paziente, utilizzando maggiormente il livello costruttivista-strategico, quello analogico con l'ipnosi dinamica o quello dell'entanglement, a seconda delle necessità della persona.

Il livello costruttivista-strategico, già definito un pronto soccorso emotivo-relazionale, oltre alla sua azione tempestiva, «qui e ora», sul blocco, sulla sofferenza, permette lo sviluppo di un primo livello di coscienza nella persona.

Il soggetto fa sua la regola aurea di Alessandro Salvini, uno dei padri del costruttivismo italiano: «Ognuno si costruisce la realtà che poi subisce». Diventa cioè maggiormente regista della relazione con se stesso, gli altri e il mondo, grazie ai preziosi «stratagemmi mentali» di Giorgio Nardone trasmessi, prescritti o insegnati contestualmente ai linguaggi emotivi dell'approccio analogico.

Il secondo livello, analogico, come ho già descritto, permette di agire sulle cause, ovvero sulle compressioni energetico-emotive di rabbia, risentimenti, dolori, sofferenze e rammarichi che si condensano in antefatti specifici nel vissuto della persona. «Il passato si riflette inesorabilmente sul presente e sul futuro», recita Stefano Benemeglio, padre della psicologia analogica.

Grazie all'interazione con l'inconscio del paziente e al negoziato emotivo, si fa una radiografia emotiva seguita, già al primo incontro, da un'azione di chirurgia emotiva, cioè di sblocco mirato del disagio.

Questo permette anche lo sviluppo di un secondo livello di coscienza nella persona: posso vivere anni con un nemico dentro di me, l'inconscio, zavorrato da paure e ancoraggi negativi del passato, oppure posso averlo come il mio alleato interiore per il benessere e la qualità della vita.

Negli ultimi anni il mio intervento e la formazione che elargisco non solo direttamente ai pazienti, ma con l'insegnamento a decine di medici e psicologi, è sempre più orientato a proporre percorsi che integrano all'eventuale psicoterapia breve l'azione contestuale o successiva di coaching e formazione, allo scopo di rendere autonomo il paziente nell'autogestione delle emozioni e delle relazioni, in un tempo medio di tre o quattro mesi.

Il modello della sfera

Ci serviamo dell'immagine della sfera per rappresentare i tre livelli dell'inconscio e la loro interconnessione: sulla superficie l'inconscio percettivo-reattivo, nel nucleo l'inconscio freudiano-benemegliano, nella parte aperta l'inconscio transdimensionale.

Il metodo in dettaglio, su elifelab.it